Il Portale
In vista del Natale ho avuto l’occasione di lavorare a una nuova opera sotto gli occhi del pubblico. È successo alla Basis, kerk met compassie (chiesa con compassione), ad Apeldoorn. Sono partito da un pannello di legno (86x67 cm). Vi ho disposto vari elementi che avevo trovato in momenti diversi nel corso dell’anno passato. Il portale di rame è l’elemento più importante. All’interno del portale ci sono luce e calore.
Il pubblico ha reagito e ha aggiunto: “Sono Giuseppe e Maria?” Potrebbe benissimo essere, ma per me si tratta dell’essere umano in generale, che cerca riparo, una stalla, una comunità calorosa. Abbiamo bisogno di appartenere a qualcosa. Sotto le due figure c’è un blocco grezzo di gocce di alluminio solidificate. Ciò che resta di telai di finestre dopo un incendio. Dopo l’effetto distruttivo delle catastrofi dobbiamo rialzarci e ritrovarci, come una fenice che risorge dalle ceneri e, rinata, inizia il proprio compito.
Qualcuno ha detto: “Bisogna risorgere dall’acqua del battesimo e iniziare una nuova vita”. Sopra le teste si vedono i contorni di un paesaggio disteso su una lastra di metallo. C’è una prospettiva, anche se non si può descrivere con precisione il futuro. Le molte conversazioni avvenute hanno portato a comprensione reciproca e approfondimento. L’opera contribuisce alle conversazioni su destinazione, scopo, amore, rinnovamento, rialzarsi.
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